cm 22x16, 80 pp., 8 ill.
© marzo 1995
Agronomo, politico senza tessera di partito, direttore nel primo ventennio del secolo della Cattedra ambulante di agricoltura della provincia di Brescia, ispiratore di grandi opere di bonifica in tutta Italia, promotore di cooperative e di consorzi, mediatore di vertenze rurali, Antonio Bianchi è una figura straordinariamente moderna di “imprenditore dello sviluppo”. In un paese, come l’Italia d’inizio Novecento, scisso tra masse contadine impegnate nella propria emancipazione ed una borghesia agricola tesa solo al profitto dell’ azienda, il tecnico di Calcinato mette in campo una sua proposta operativa, volta a conciliare l’esigenza di un riscatto economico e sociale dei lavoratori con quella del progresso produttivo delle campagne.Una lezione valida anche per l’oggi: la sfida che sta di fronte alla società industriale matura – che per il suo alto grado di complessità mal sopporta le scelte forti – non è più rappresentata da una rottura rivoluzionaria, ma da una trasformazione continua. Tornano pertanto di attualità le esperienze di governo della modernizzazione affidate alle risorse della mediazione, in un quadro di promozione continua dei valori di libertà.
SOMMARIO
R. Chiarini, Il riformismo di un tecnico - La dissociazione tra lavoro politico e lavoro professionale - Un modello di promozione democratica dello sviluppo - La liquidazione politica della cattedra ambulante - La tecnicizzazione del lavoro professionale
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